venerdì 16 ottobre 2015

RITROVATO IL QUADRO RUBATO DELLA MADONNA DELLA NEVE! ERA DIRETTO IN GERMANIA!!!

Appena entrò in chiesa si accorse subito della "sua" assenza. 
Il panico lo assali'.
Chiamò immediatamente l'aiutante per verificare se fosse stata spostato, cosi, all'improvviso, senza un motivo ma, in cuor suo, aveva già capito. 
Infatti, la mancanza del quadro era opera di un terribile furto, questa era l'amara realtà.

 
Il quadro con la Madonna della Neve, assieme agli ostensori, la corona e il calice erano stati trafugati da  ladri che si erano introdotti nel Santuario di Piazza Pace nella notte di un freddo mercoledì .
Era il dodici Gennaio del 1977.
Immediatamente, il parroco Antonio De Felice allertò la Polizia locale che, d'accordo con lui, decise di tenere nascosto fino a quando fosse stato  possibile la clamorosa notizia del furto.
Ma come si poteva tenere nascosta una notizia  del genere?
Come si poteva contenere lo  sdegno che sarebbe divampato alla scoperta di  questo terribile sacrilegio?
Chi aveva avuto l'infamante idea di asportare il quadro della Madonna ?  
Tutte domande che in meno che non si dica, riempirono le bocche dei fedeli e dei torresi che vennero ben presto a sapere del furto, affollando la Chiesa fin dal mattino di giovedì.
Il vice questore Onofrio Amoruso chiamò a raccolta i suoi uomini migliori per cercare di risolvere il delicatissimo caso.
Il ritrovamento del quadro doveva essere la priorità assoluta in quel momento.
Non si poteva permettere a chi aveva avuto tanta cattiveria di farla franca.
Strappare la Madonna dal luogo ove era custodita da tempo immemorabile era stato un atto di vigliaccheria.
Lei era a protezione di una città e di un popolo che l'ha sempre amata e che Lei amerà, sempre, avendone cura e confortandola nei momenti difficili,  in questa luogo dal passato unico e memorabile e dal futuro incerto ma fiducioso. 
Le indagini partirono subito per cercare di capire come fosse stato possibile che dei ladri si fossero intrufolati di notte in quella zona e nessuno avesse notato nulla.
Michele Sessa, l'appuntato della squadra messa in piedi da Amoruso, era l'esperto conoscitore dell'ambiente della mala locale, e pazientemente intrecciò un filo di collegamento tra i vari personaggi che, in qualche modo, potessero aver sentito qualcosa.
D'altra parte, il valore sul mercato del quadro rubato, era abbastanza modesto.
Quello che contava era il valore affettivo che esercitava sui fedeli e sull'intera popolazione.
Sicuramente i ladri agirono su commissione di qualcuno cui voleva avere la Madonna solo per se.
Furono due giorni di trepidante attesa, si aspettavano notizie da qualsiasi fonte, la folla riempiva  la Chiesa ogni ora del giorno, orfana della sua Madre col bambino, pregando affinché Ella stessa compisse un altro miracolo, quello di ritornare a casa, la sua casa, nella sua Chiesa.
Interminabili  e incessanti le notizie e le informazioni che accumularono il "pool" di Amoruso, ormai tutta la Polizia di Stato di Torre stavo lavorando a questo caso.
Erano in gioco anche l'onore e l'orgoglio di una istituzione.
Venerdì quattordici, due giorni dopo il furto, arrivò finalmente l'epilogo.
Alle 19,45 sulla litoranea di Torre del Greco, in località "Villa Inglese", una pattuglia della Polizia rinvenne un pacco avvolto in un telo bianco, abbastanza voluminoso.
All'apertura dell'involucro, il quadro della Madonna con tutti gli oggetti che erano stati trafugati due giorni prima. 
Foto del quadro con gli oggetti dopo il ritrovamento.
"Ancora venti minuti e il pacco avrebbe preso una destinazione sicura, probabilmente un porto della Germania, a bordo di una nave di bassa stazza ancorata nel porto di Torre del Greco.
Sicuramente la Polizia non arrivò il quel luogo per caso o per fortuna."

La Voce della Provincia del 21 Gennaio 1977.


Dietro il ritrovamento della Madonna risultò fondamentale il lavoro svolto dai poliziotti, soprattutto nel ricercare tra chi poteva sapere, quelle notizie che in qualche modo avrebbero indirizzato le indagini nel verso giusto.
E' cosi fu!
Il quadro con gli oggetti annessi  venne subito trasferito al Commissariato di Torre Annunziata dove accorsero centinaia di persone, con in testa don Antonio De Felice,  che volevano riabbracciare la Madre col bambino, ritornata a casa, nella sua Torre Annunziata.
La saletta del Commissariato venne trasformata in "cappella", centinaia di persone passarono a salutare Maria, ringraziando la Polizia per la brillante operazione.
Il quadro restò nella saletta  tutta la notte, in questo modo il sacerdote volle omaggiare le forze dell'ordine per il fondamentale risultato che permise a Torre di ritrovare la sua protettrice.  
La processione del giorno dopo vide gli agenti portare a spalla il prezioso quadro e consegnarlo ai pescatori in attesa, in un pomeriggio di preghiere, pianti e commozione per la fine dell'incredibile storia.
Oltre ad un grazie particolare al pool della Polizia di Stato, segnaliamo i nomi dei componenti che hanno seguito le indagini in primis:
Vice questore Onofrio Amoruso, il maresciallo Bonaffini, gli appuntati Macera e Polverino, il brigadiere Auricchio e l'appuntato Michele Sessa.

La squadra della Polizia di Stato di Torre Annunziata.

Permettetemi di ringraziare, almeno in questa occasione, chiunque abbia contribuito, confidandosi con la polizia, affinché si giungesse al finale tanto atteso e desiderato da tutti... 
Il ritorno a casa di Maria.
Un altro miracolo della nostra amata Madonna!
Che la processione abbia inizio!   


"In questo mio personale racconto ho inserito le notizie di cronaca tratte da "La Voce della Provincia" del 21 Gennaio 1977."

Antonio Papa.


 








    




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