domenica 3 agosto 2014

CHE FESTA AL PORTO E IN CITTA' PER L'ARRIVO DELLE NAVI ITALIANE...

                                                     Gennaio 1931



Eccoli , in bella mostra, tutti e quattro i cacciatorpedinieri italiani  mentre sostano nel porto di Torre Annunziata.
"Castelfidardo", "I fratelli Cairoli", il "Riboty" e il "Monzambano" si godono gli ultimi giorni di risposo prima di riprendere il lungo cammino imposto dalle grandi manovre che si svolgono nel medio Tirreno.
Gran parte della città si è prodigata per rendere lieto e gradito il soggiorno agli ospiti, difficilmente si è avuta occasione di ammirare una tale fusione di cittadini, borghesi e militari in un unica occasione.
E' stata la prima volta che navi della Regia Marina sono approdate nel nostro porto.
Tantissimi i ricevimenti offerti in onore degli ufficiali e le visite fatte da questi nei mulini e pastifici e agli Scavi di Pompei, di cui si è reso promotore il comandante del porto , Capitano Armando Nikolassy.
Il Circolo dell'Unione ha organizzato una festa danzante alla quale sono intervenuti tutti gli ufficiali delle squadriglie, presenti le piu' belle ragazze della borghesia torrese.
Altrettanto sontuoso è riuscito il banchetto promosso al Comune, con il "Benvenuto" espresso a nome della città dal Podestà Pelagio Rossi al quale partecipa anche il Comandante della flottiglia, Capitano Capannelli.
Presenti inoltre tutti i Comandanti dei quattro caccia tra cui il Tenente Bofferio, comandante del "Castelfidardo", in primo piano nella cartolina ricordo.
Numerosissime le personalità torresi presenti, citiamo quelle che abbiamo incrociato nelle nostree ricerche secolari e che ormai sono divenute "di famiglia":
la signora Paola Fabbrocini Filippini, la sig. Staiano, la sig. Nikolassy, Nini' e Amalia Palmieri, Itala Fabbrocino, Di Mauro Amelia Palumbo ecc...

Tra gli uomini: 
L'on. Rossi, il Cav. Fabbrocino, il Dott. De Falco, il Pretore Enrico Zeuli, il Giudice Conciliatore Luigi Monsurrò, il Comm. di P.S. Cav. Suppa , il Dir. del Credito Italiano Mario Staiano, il Dir. delle Ferriere "Ilva", i Parroci Ingegno e Farro, ecc..  oltre ad un centinaio tra Cavalieri e Grandi Ufficiali oplontini tra cui Voiello, Fabbrocino, Gentile, Prisco,  Di Liegro ecc...

Era il Gennaio del 1931.

CASTELFIDARDO 
Purtroppo il "Castelfidardo" , in primo piano nella cartolina, diventato nel 1938 un torpediniere della Regia Marina, venne affondato nel porto di Creta il 2 giugno 1944 da missili inglesi.Riportato a galla dopo due settimane, visto la gravità dei danni subiti, venne abbandonato al suo destino e, successivamente, riportato in superficie e smantellato.

 MONZAMBANO
(il secondo nella foto, dietro al Castelfidardo)
Nel periodo 1943-1945, durante la cobelligeranza con gli Alleati, la Monzambano effettuò 74 missioni di guerra, consistenti principalmente in scorte nelle acque di Algeria e Tunisia, nonché nel Mar Ionio e nella Sicilia.
Nel dopoguerra la nave, passata nella Marina Militare, rimase in servizio svolgendo però attività molto scarsa, essendo ormai obsoleta e logorata dall'intensa attività di guerra. Tra il 1946 ed il 1947 l'armamento della Monzambano fu nuovamente ammodernato. I cannoni da 102 mm vennero ridotti a due (per altre fonti ne venne eliminato uno solo), sistemati in impianti singoli (invece che, come in precedenza, binati), due mitragliere singole da 20/70 mm vennero sostituite con una binata da 20/65 Breda 1935 (sistemata sul cielo del centralino di macchina), furono eliminate le due piccole mitragliere da 8/80 mm ed i tubi lanciasiluri da 450 mm (in due impianti trinati) furono rimpiazzati da due da 533 mm (in un singolo impianto binato)[5]. Vennero infine installati in coperta due lanciabombe antisommergibile , tipo Menon.
Posta in disarmo il 15 aprile 1948, la torpediniera fu radiata tre anni più tardi, il 15 aprile 1951, e venne quindi avviata alla demolizione 
I FRATELLI CAIROLI

Alle 14.00 del 21 dicembre 1940 la Fratelli Cairoli, al comando del toscano tenente di vascello Ferdinando Menconi, lasciò Bengasi per scortare a Tripoli il piroscafo Caffaro. Il convoglio sarebbe dovuto arrivare a Tripoli alle 14.00 del 23 dicembre. Le condizioni del cielo, all’alba del 23 dicembre, impedirono di osservare le stelle per determinare la posizione, dunque le due navi procedevano con navigazione stimata, beccheggiando notevolmente a causa del vento e del mare da ovest, in peggioramento.


Alle 8.55 del 23 dicembre, in posizione 32°42’ N e 14°55’ E, il sommergibile britannico Regent attaccò il convoglio lanciando due siluri contro il Caffaro da una distanza di 2900 metri, ma il piroscafo venne mancato: le navi italiane non notarono nemmeno l’attacco, e proseguirono sulla loro rotta.


Alle 10.25, in posizione 32°40’ N e 14°50’ E (al largo di Misurata, ed a nordest di Tripoli), la Cairoli urtò una mina e, scossa da due enormi esplosioni a distanza di pochi secondi l’una dall’altra, impennò la prua ed affondò di poppa in pochi attimi, portando con sé il comandante Menconi ed altri 70 dei 114 uomini dell’equipaggio. Il Caffaro (al comando del tenente di vascello Guidi, che aveva assistito al disastro dalla scaletta della plancia della sua nave, che stava scendendo quando era avvenuta la prima esplosione), nonostante il mare mosso, dopo aver lanciato i segnali previsti per casi del genere provvide con immediatezza ed abilità al salvataggio dei 43 sopravvissuti, alcuni dei quali contusi dalla seconda esplosione (che non si seppe mai se fosse stata causata da una seconda mina o dallo scoppio di una caldaia). La torpediniera Clio venne mandata da Tripoli a rimpiazzare l’unità perduta nella scorta al Caffaro, ed il piroscafo, con i naufraghi della Cairoli a bordo, raggiunse Tripoli scortato dalla Clio.


Venne in seguito appurato che nella zona dove la Cairoli era affondata nessuno, né la Regia Marina né la Royal Navy, aveva mai posato delle mine, quindi si concluse che la Cairoli era saltata su una mina alla deriva. Talvolta la perdita della Cairoli viene imputata al campo minato posato dal sommergibile britannico Rorqual il 9 novembre 1940 sei miglia e mezzo a nordovest di Misurata (che costituiva il punto di atterraggio per le navi che, partite da Bengasi, attraversavano il golfo della Sirte), uno sbarramento di 50 mine su cui già il 5 dicembre era affondata la torpediniera Calipso.
AUGUSTO ROBOTY 
  Entrato in servizio nel 1917, operativo nel primo conflitto mondiale (52 missioni), partecipò anche al secondo, svolgendo 365 missioni di guerra per 70.350 miglia. Svolse soprattutto protezione convogli in Adriatico. Il 27/9/1940 entrò in collisione a Brindisi oscurata con lo Zeno. Il 1/3/1941 effettuò bombardamento costiero in Albania con la torpediniera Andromeda. Nel 1941, il 18/7 (in Adriatico), il 5/8 (presso Zante) e il 25/10 (verso Patrasso), svolse combattimenti contro sommergibili, nel corso di missioni scorta convogli. Il 5/2/1943 scortava il piroscafo Utilitas, che venne affondato. Subì attacco da sommergibile il 3/4/1943 nel Golfo di Taranto, schivando un siluro, mentre venne colpita la cisterna Regina. Ricevé Medaglia di Bronzo per l’intensa attività e la partecipazione ai due conflitti mondiali. Tra il 1943 e 1945 scortò convogli americani e svolse collegamento di materiali e personale con le corazzate italiane internate presso Suez. Al termine del conflitto venne assegnato all’Unione Sovietica ma non fu consegnato per usura eccessiva. Fu demolito nel 1951. 

2 commenti:

  1. Sempre impeccabile ed esauriente in quel che posti. Grazie Antonio per l'opera che conduci.

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  2. Grazie Vincenzo, mi sono talmente affezionato a questa piccola pagina che non riesco a farne a meno di ricercare notizie il piu possibile complete e condividerle.

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