mercoledì 5 marzo 2025

Pasquale Barracano: Un Torrese nel Mondo della Pasta







Torre Annunziata ha dato i natali a personaggi straordinari che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia.


Tra questi, spicca la figura di Pasquale Barracano, un uomo che ha dedicato la sua vita alla passione per l'arte bianca, diventando un'icona internazionale nel settore molitorio.


Per raccontare e ricordare Pasquale Barracano non basterebbe un libro, chiedo scusa a Marisa e Mirella per essermi cimentato con queste piccole note che non rendono giustizia e  non danno risalto all’importanza dell’uomo come andrebbe fatto.


Nato il 7 gennaio 1910 in Vico degli Infanti numero 5, da Alfonso, ferroviere, e Maria Rovella, Pasquale ha iniziato il suo percorso professionale all'età di soli 16 anni, gestendo la contabilità dei pastifici della sua città natale.  

Torre Annunziata, con il suo clima favorevole alla produzione di pasta, è stata la culla della sua passione, una passione che lo avrebbe portato lontano, ben oltre i confini nazionali.


Durante l'occupazione della Seconda Guerra Mondiale, Barracano si trasferì a Roma, dove, con grande abilità e spirito imprenditoriale, organizzò gli approvvigionamenti di grano e pasta per le popolazioni, dimostrando un'intraprendenza che gli valse una notevole notorietà a livello nazionale.  

Nonostante la lontananza dalla sua amata Torre Annunziata,  che definiva sempre "la perla del Vesuvio",  Pasquale mantenne un profondo legame con le sue origini, ricordando con orgoglio la sua città in ogni occasione.


Nel 1935, sposò Laura Alfani a Pompei, un'unione che lo ha accompagnato nel suo straordinario viaggio professionale. 

 La sua esperienza si è consolidata con la fondazione, nel 1950, della rivista specializzata "Molini d'Italia",  diretta fino al 1993 e divenuta un punto di riferimento nel settore.  Con la sua profonda conoscenza del settore, curò e organizzò ben nove delegazioni negli Stati Uniti e in Canada, diffondendo le tecniche molitorie italiane presso imprenditori e rinomate università americane.  

Questo impegno gli ha fruttato il prestigioso riconoscimento di cittadino onorario di Kansas City.


La sua carriera è costellata di successi e onorificenze.  

Fu consigliere comunale nel 1957, ambasciatore nel 1976 (ricevendo la Medaglia d'Oro "Ambasciatore Oplontino" dal sindaco Luigi Lettieri il 5 agosto dello stesso anno), e Ispettore Generale dell'alimentazione, delegato italiano CEE dal 1942 al 1973. 

 La figlia Marisa ricorda con orgoglio le innumerevoli onorificenze internazionali ricevute dal padre, comprese quelle dalla Russia e dagli Stati Uniti, e il suo sogno di realizzare un museo della pasta a Torre Annunziata.  Ricorda anche gli innumerevoli viaggi di lavoro in America, dove suo padre era riconosciuto come un esperto mondiale di grano e pasta.  

Aneddoti come la visita di Maria Orsini a Roma, per raccogliere informazioni tecniche per il suo romanzo, testimoniano la sua fama e la sua profonda conoscenza del settore.


Tuttavia, la sua storia,  raccontata attraverso le parole della figlia e i successi ottenuti nel corso della sua straordinaria carriera,  lasciano un'eredità preziosa.  Un'eredità legata alla passione, all'impegno, e all'amore per la sua Torre Annunziata, una città di cui è stato e rimane un orgoglio. 

 La sua storia, che mescola elementi di realtà con sfumature romanzate,  diventa un prezioso tassello nella memoria collettiva della nostra amata città, un omaggio a un uomo che ha saputo coniugare capacità imprenditoriali eccezionali con un profondo legame con le proprie radici.


Pasquale Barracano morì il 16 maggio 1998.


*Nota:  Grazie a Marisa per avermi fatto partecipe con i tuoi preziosi ricordi alla memoria di tuo padre, una figura importante per Torre Annunziata. È stato un dono speciale conoscere meglio la sua storia attraverso i tuoi occhi, un viaggio emozionante tra affetto e memoria che custodirò con gratitudine.


Con affetto,


Antonio Papa.*


giovedì 27 febbraio 2025

**Torresi Memorie ricorda Gino Alfani: anni di eredità, di lotta e speranza**



 




Ottantatré anni sono trascorsi dalla scomparsa di Gino Alfani, nato ad Agnone (Campobasso) il 10 maggio 1876 e morto a Torre Annunziata il 28 febbraio 1942. 

 La sua figura, quella di un infaticabile difensore dei diritti dei lavoratori e un simbolo della resistenza antifascista, continua a risuonare tra le strade della città che lo ha accolto e che ha amato profondamente.  

Torresi Memorie desidera oggi dedicare un ricordo approfondito a questo uomo che ha profondamente segnato la storia della nostra comunità, un uomo che, ben oltre la sua vita terrena, continua a ispirarci.

La sua infanzia trascorsa ad Agnone e la successiva formazione a Napoli, forgiarono in lui un carattere tenace e una mente acuta. Questa formazione, unita a una profonda sensibilità sociale, lo spinse verso un impegno politico infuocato, fin dai suoi anni giovanili. L'impegno diventò ben presto una dedizione assoluta, un faro nella sua vita.


Ricordare Alfani significa ricordare anni di lotta sindacale, di battaglie per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori torresi. Immaginate la sua figura, tra le strade affollate della città, il suo volto deciso e determinato, mentre difendeva i diritti dei suoi concittadini.  Non furono semplicemente parole ma azioni concrete:  la costruzione di un sindacato forte e rappresentativo, il coordinamento di scioperi, la difesa legale degli operai perseguitati e la costante ricerca della giustizia sociale.  

Lo sciopero alle Ferriere Vesuvio, ad esempio, rappresenta un episodio epico di questa lotta continua contro lo sfruttamento e per la dignità dei lavoratori.

La sua elezione a sindaco nel 1920 segnò un momento storico per Torre Annunziata.  Per la prima volta, un'amministrazione socialista si insediava al comando della città, dando voce alle esigenze della classe operaia e promuovendo politiche sociali innovative per il tempo.  Quell'esperienza amministrativa, pur breve, rimase un segno tangibile di speranza e cambiamento, un periodo caratterizzato da una maggiore attenzione alle necessità dei più bisognosi, un'oasi di solidarietà e giustizia in un'Italia lacerata da profondi contrasti di classe.


Ma il suo impegno non si fermò con la fine del suo mandato. Alfani affrontò con coraggio la repressione fascista, il carcere, il confino, con la consapevolezza che la lotta per la libertà e la giustizia era un percorso continuo e senza fine. 

La sua elezione a deputato del PCI nel 1924 rappresenta il culmine, la dimostrazione che le persecuzioni non avevano scalfito il suo profondo sentimento di uguaglianza e partecipazione democratica.


La scomparsa di Alfani, a Torre Annunziata, nel 1942, lasciò un vuoto incolmabile, ma la sua eredità continua a vivere tra i vicoli e le piazze della città che lo ha adottato.

 

La sua figura rimane un esempio di coraggio, determinazione e dedizione alla causa sociale, un faro che illumina il cammino di quanti, ancora oggi, lottano per una società più giusta ed equa.  Ottantatré anni dopo, la sua memoria ci ricorda che la lotta per i diritti dei lavoratori non è mai finita, e che la sua eredità deve essere tramandata alle nuove generazioni.


martedì 18 febbraio 2025

18 Febbraio 1965- Napoli- Pompei, la strage del pullman.


Il 18 febbraio 1965, un tragico incidente scosse la nostra comunità.

Un autobus della Circumvesuviana, partito da Napoli e diretto a Scafati, stava percorrendo l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno. 

Durante un tentativo di sorpasso in una curva, l'autista  perse il controllo del mezzo, facendolo precipitare in un burrone da un’altezza di 16 metri presso San Giovanni a Teduccio. 

Questo drammatico evento causò la morte di 16 persone, tra cui alcuni residenti di Torre Annunziata. 

Al "Pellegrini" giunsero cadaveri i nostri concittadini Maddalena Balzano, 54 anni, e Gianna Giliberti, 18 anni.

Al "Loreto Mare", Attilio Pappalardo, di 58 anni. 

Inoltre, numerosi passeggeri rimasero feriti.

Rileggendo i ritagli dei giornali d'epoca, alla ricerca delle cause della sciagura, testimonianze di passeggeri fanno accapponare la pelle ancora oggi.

Alcuni sostennero che fosse in atto una gara di velocità tra gli autisti dei mezzi pesanti a chi fosse giunto per primo a Torre Annunziata dove era in programma la fermata che non venne mai effettuata!

Non sappiamo come finì l'inchiesta per accertare le cause e le responsabilità.

Rimase il dolore, la rabbia e la frustrazione per i familiari delle numerose vittime, per lo più lavoratori che rientravano a casa dopo una lunga giornata lontani dalla loro casa, dai loro cari.

La comunità di Torre Annunziata ricorda con dolore quella giornata, onorando la memoria di chi perse la vita in questo tragico incidente.




Pasquale Barracano: Un Torrese nel Mondo della Pasta

Torre Annunziata ha dato i natali a personaggi straordinari che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia. Tra questi, spicca l...