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Farmacia del Leone- Foto tratta dal Web. |
Erano quasi le diciannove.
Mancava poco alla chiusura della farmacia ma, come spesso capitava in
quelle sere, i due ragazzi arrivarono quasi all'ultimo.
Entrarono in modo molto deciso, diverso, quasi con
cattiveria rispetto alle altre volte.
Non erano entrati per comprare le solite cose,
sterile e solvente.
Ormai, quei prodotti, erano d’abitudine non solo per quei due ragazzi, ma per
tanti di loro che erano entrati nel tunnel della droga.
Torre Annunziata continuava ad essere una delle piazze dove
l’eroina veniva consumata in quantità industriale, mietendo vittime a decina.
Un triste primato che resterà come una spina nel ventre della nostra città.
La Farmacia del Leone, in pieno corso, era da sempre la piu’
frequentata, oltre che la piu’ antica.
Ci metteva tutto l’impegno e l’amore possibile, la
dottoressa Maria Guglielmino, per portare avanti l’attività, ormai quasi secolare.
E proprio lei era dietro al bancone in quella fredda serata
di dicembre del 1992.
Capì subito che quella sera i due ragazzi non erano lì per
la solita medicina.
Successe in un attimo, come accade sempre in queste occasioni.
Uno dei due ragazzi tirò fuori la pistola, costringendo la
dottoressa e due suoi assistenti ad inginocchiarsi.
Volevano i soldi dalla cassa, tutto e subito.
Un movimento brusco, uno scatto improvviso, la paura, il
panico.
Dalla pistola partì un colpo.
Quel proiettile trapassò il braccio della signora
Maria e l’addome di uno dei due assistenti, il dottor Ranaudi.
Inevitabili le urla da parte di tutti, anche di chi da fuori
si accorse della scena.
Trascorsero pochi giorni da quella drammatica serata.
Sembrava tutto finito, era stato un tentativo di rapina da parte di
due balordi finito, “fortunatamente”, solo con due feriti.
“Fortunatamente”.
Perché in quel decennio i decessi per morte assurde, a Torre
Annunziata, se ne contarono a decina.
Tante, troppe morti accadute per errore di persona, cause accidentali, incidenti ai posti di blocco, per droga.
E poi, i morti per la guerra dei clan camorristici.
Tutto quello di strano e terribile che succedeva in quegli
anni, capitava a Torre Annunziata!
Per la dottoressa Guglielmino sembrava finita lì, con il
grande spavento.
E invece no.
Proprio da quel brutto giorno iniziò il calvario.
La paura, l’ansia, la preoccupazione, le notti in bianco
vissute col terrore nel ricordo di quella terribile sera.
Tutto questo durò quattro mesi.
Era il 21 aprile del 1993 quando venne colpita da infarto.
Infarto mortale.
Una morte per “effetti collaterali”, si potrebbe dire.
Rimase il dolore per perdita di una donna valorosa, generosa
e professionale, discendente di farmacisti da generazioni.
Al figlio, dottor Sergio Spagnuolo, toccò il difficile
compito di assorbire alla svelta il dolore per la perdita dell’adorata mamma e continuare
nella conduzione della storica Farmacia del Leone, autentico simbolo di Torre
Annunziata.
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Dott. Maria Guglielmino- Foto da "La Voce della Provincia" 1993 |
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