martedì 10 marzo 2020

Torresi Memorie: Bartolomeo, "lo Storico"! *




Vi era un tempo un personaggio che conoscevano tutti e lo chiamavano semplicemente "Bartolomeo".

Compariva sempre nei pressi della vecchia e gloriosa scuola "Parini", e dava l'impressione che la sua figura venisse da lontano, molto lontano, e avesse ripercorso a ritroso il tempo della storia.

E di storia egli s'interessava.

Il suo incedere grave e solenne, quasi maestoso, gli conferiva l'autorità del saggio.

Nel suo volto, i cui lineamenti erano ben conformati, brillava una luce di austera che lo faceva paragonare a un senatore romano.

Anche la sua bianca e lucente chioma contribuiva a dargli l'esteriore aspetto d'un personaggio della Roma di Cesare.

Ma purtroppo gli mancava la toga.

Al posto di questa aveva una giacca di colore differente da quella dei calzoni e portano, entrambi, i segni della piu' che modesta condizione del proprietario.

Soleva, Bartolomeo, fermarsi quasi ogni mattina, poco distante dall'ingresso della scuola, qualche mezz'ora prima dell'entrata delle classi.

E subito un capannello di alunni gli si faceva intorno, salutandolo con effettuoso rispetto.

Seguiva, poi, una pausa di silenzio e quasi all'improvviso una voce: "Bartolomeo! Muzio Scevola."

E Bartolomeo, con un linguaggio chiaro, preciso, ricco di particolari e di interessanti dialoghi narrava ai presenti la nota vicenda storica, esaltando il coraggio del giovane soldato aristocratico romano.

Ed un altro dei presenti, subito dopo: "Bartolomeo! Giulio Cesare."

E il povero vecchio iniziava il racconto sul nuovo personaggio.

"Bartolomeo! La battaglia di Zama."

Poi, Scipione, le guerre puniche.

E il vagante narratore, senza mai dare segno di stanchezza, con lo sguardo fisso nel vuoto a causa dei suoi occhi quasi spenti iniziava la narrazione.  

Di ogni figura storica egli evidenziava gli aspetti morali piu' significativi.

La sua descrizione era lineare, lapidaria, non consentendo alcunché alla improvvisazione o al pressapochismo.

Chi era stato in precedenza Bartolomeo?

Un uomo di cultura, un autodidatta, uno studioso di storia romana?

Al termine della rievocazione storica, Bartolomeo rimaneva silenzioso, assorto nelle sue interiori riflessioni, come se fosse già staccato dalla realtà storica del momento per rientrare nel passato da cui era momentaneamente uscito.

Le sue condizioni erano palesemente povere, ma non tendeva la mano.

Rispettava fino in fondo la dignità della sua momentanea personificazione.

Era, invece, l'atto di amore dei pochi presenti, i quali, in uno slancio di vera gratitudine, gli si accostavano con deferenza, mettendogli quasi furtivamente in mano una piccola monete bronzea perchè egli fosse ripagata, oltre che della narrazione fatta, soprattutto dall'esempio di dignitosa compostezza che, vecchio e cieco, dava quotidianamente.

Poco prima del trillo della campanella che invitava gli alunni ad entrare nelle proprie aule, Bartolomeo ritornava, con la sua figura fiera, dietro lo spigolo del palazzo da cui era arrivato, per sparire, proprio come se fosse rientrato nella pagina di un libro di storia.

*Tratto da un articolo di Vincenzo Mistretta. 

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