È morto Giuseppe Pappalettera, il “Peppone” del Savoia che conquistò la Serie C.
Aveva 86 anni.
Difensore di grande temperamento, fu protagonista con il Trani della storica promozione in Serie B e a Torre Annunziata visse una delle stagioni più significative della storia biancoscudata. Nel 1969-70 contribuì alla vittoria del campionato di Serie D. L'ultima partita con il Savoia il 25 ottobre 1970 a Sorrento
La notizia della scomparsa di Giuseppe Pappalettera riporta alla memoria una pagina del calcio torrese che appartiene a un'altra epoca, quando le domeniche allo stadio erano un appuntamento fisso e una squadra di calcio riusciva a coinvolgere un'intera città.
Pappalettera è morto nei giorni scorsi, a Gorizia dove risiedeva con la famiglia da anni.
Il suo nome è legato soprattutto al calcio della sua Trani, con la quale raggiunse anche la Serie B, ma nella sua carriera c'è un capitolo che riguarda direttamente Torre Annunziata e il Savoia.
È quello della stagione 1969-70, quando il difensore arrivò in maglia bianca dei fratelli Russo e si trovò a far parte di una squadra destinata a conquistare la promozione in Serie C.
Nato a Trani nel 1940, Pappalettera aveva già alle spalle una carriera importante. Era un difensore nel senso più classico del termine, uno stopper abituato a giocare sull'uomo, a contrastare e a non concedere spazio agli attaccanti. Una figura che nel calcio di quegli anni aveva un peso preciso e che faceva della continuità e della combattività le proprie caratteristiche principali.
A Torre Annunziata arrivò nell'estate del 1969. Il Savoia si preparava ad affrontare il campionato di Serie D con ambizioni importanti e Pappalettera divenne subito uno degli elementi dell'organico sul quale fare affidamento.
Il suo debutto arrivò il 21 settembre, nella prima giornata di campionato, sul campo della Battipagliese. Il Savoia tornò a casa con un punto, grazie all'1-1 finale, ma per Pappalettera quella partita ebbe un significato particolare: fu lui a firmare la rete del pareggio.
Un esordio con gol, dunque, nel giorno in cui iniziava la sua avventura con la maglia bianca.
Da quel momento cominciò la lunga marcia di una squadra che avrebbe lasciato un segno nella storia del Savoia. Quella formazione, allenata da Emilio Zanotti, poteva contare su un gruppo di giocatori esperti e affiatati. Accanto a Pappalettera c'erano, tra gli altri, i due portieri Nodari, Boesso, Crocco, Bechelli, Griffi, Busiello, Lino Villa, Flaborea, Peressin, Malvestiti ed Eco.
Non è soltanto un elenco di nomi. Per molti tifosi torresi rappresenta la fotografia di una squadra che ancora oggi viene ricordata con affetto, perché fu capace di trasformare una stagione di Serie D in una cavalcata verso il calcio professionistico.
Il Savoia disputò un campionato di vertice, costruendo il proprio successo soprattutto sulla compattezza. La squadra chiuse il torneo con 49 punti, 19 vittorie, 11 pareggi e appena quattro sconfitte, con 47 reti realizzate e soltanto 18 subite.
Pappalettera fu uno dei protagonisti di quella difesa. In campionato scese in campo 34 volte e realizzò due reti, contribuendo alla conquista del primo posto.
La promozione, però, ebbe un epilogo particolare. La Turris aveva terminato il campionato davanti al Savoia, ma la penalizzazione di tre punti inflitta successivamente alla formazione corallina modificò la classifica.
Il provvedimento fece scattare il sorpasso biancoscudato e consegnò al Savoia la promozione in Serie C.
Per Torre Annunziata fu un'estate di festa. Il ritorno tra i professionisti rappresentava il risultato di un'intera stagione vissuta con grande partecipazione dalla città e dai suoi tifosi.
Pappalettera aveva dunque contribuito a conquistare sul campo una promozione che sarebbe rimasta tra i ricordi più importanti di quel periodo.
Il difensore rimase a Torre Annunziata anche per l'inizio della stagione successiva, affrontando il campionato di Serie C. La sua esperienza in biancoscudato si concluse il 25 ottobre 1970, quando il Savoia giocò a Sorrento.
Quella fu la sua ultima partita con la maglia bianca.
Si chiudeva così, dopo poco più di un anno, il capitolo torrese di un calciatore che aveva già conosciuto il palcoscenico della Serie B e che aveva ancora davanti a sé una parte della carriera da vivere.
Il calcio professionistico, però, non avrebbe rappresentato la fine del suo rapporto con il pallone. Dopo la parentesi con il Savoia e l'esperienza in Serie C, Pappalettera continuò infatti a giocare nel calcio dilettantistico in Friuli, mettendo a disposizione la propria esperienza sui campi delle categorie minori.
È un aspetto della sua vicenda che merita di essere ricordato, perché racconta bene la mentalità di quei calciatori. Per loro il calcio non era soltanto il professionismo, lo stadio o la notorietà. Era soprattutto una passione alla quale continuare a dedicarsi anche quando si abbassava il livello delle competizioni e venivano meno i riflettori.
La sua carriera era stata lunga e aveva attraversato diverse categorie, ma nella memoria dei tifosi del Savoia resterà legata soprattutto a quella stagione 1969-70.
Una stagione nella quale arrivò a Torre Annunziata, segnò all'esordio a Battipaglia e contribuì con le sue prestazioni alla conquista di una promozione che ancora oggi viene ricordata.
Sono passati più di cinquant'anni da quelle domeniche.
Il calcio è cambiato profondamente e di quella stagione rimangono soprattutto le immagini, i giornali dell'epoca, i tabellini e i racconti di chi era presente.
Ma la memoria sportiva di una città funziona proprio così. Basta un nome per riaprire un album.
Quello di Pappalettera richiama immediatamente il Savoia che nel 1970 tornò in Serie C, una squadra che per una generazione di torresi rappresentò molto più di una semplice formazione di calcio.
E in quell'album c'è anche la sua immagine: un difensore arrivato dalla Puglia, con alle spalle una carriera importante, chiamato a dare esperienza e solidità alla squadra biancoscudata.
Il suo bilancio con il Savoia parla di 41 presenze complessive e tre reti.
Ma a raccontare davvero il suo passaggio da Torre Annunziata è soprattutto la stagione della promozione e il ricordo di quel gruppo che riuscì a riportare il Savoia nel calcio professionistico.
Oggi, con la sua scomparsa, se ne va un altro protagonista di quella generazione.
Per Trani resterà il ricordo del calciatore che contribuì alla storica conquista della Serie B.
Per Torre Annunziata rimarrà invece il ricordo di uno degli uomini del Savoia che vinse quel campionato e riconquistò la Serie C.
E forse il modo migliore per salutarlo è proprio tornare a quella prima giornata di campionato, a Battipaglia, nel settembre del 1969.
Pappalettera aveva appena indossato per la prima volta la maglia bianca. Il Savoia pareggiò e fu lui a segnare.
Non poteva sapere che quella rete sarebbe stata l'inizio di una stagione destinata a entrare nella storia del club.
Oggi quella stagione è memoria.
E Giuseppe Pappalettera ne fa parte.
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