sabato 4 aprile 2020

Vincenzo Bisogno, pittore, decoratore e professore di Disegno.


Scheda illustrativa presentata alla Mostra allestita presso la Sala Comunale di Torre Annunziata per ricordare "22 Figli Illustri di Torre Annunziata" in occasione delle manifestazioni per i festeggiamenti per la Madonna della Neve ottobre 2018, a cura di Vincenzo Marasco, Lucia Muoio e Antonio Papa.


Vincenzo Bisogno (1866-1933)

Pittore, decoratore e professore di Disegno

Nasce a Torre Annunziata, nella casa avita in via Orefice, il 4 aprile 1866, da Beniamino (possidente), di anni 28 e da Maria Luigia Carotenuto, di anni 26, figlia di Domenico. Viene dichiarato il 7 aprile, presso l’Anagrafe, posta nel palazzo Monteleone, in via del Popolo.

Dal 1884 al 1890 frequenta l’Accademia di Napoli, sotto la guida dei maestri Domenico Morelli e Filippo Palizzi, e subisce l'influsso degli ideali romantici della pittura napoletana di fine secolo.

Nel 1891 è presente all’Esposizione Nazionale di Palermo con un grande quadro dedicato alla nostra città: il Panorama di Torre Annunziata.

Il 10 ottobre del 1896, alle ore 6 p.m. sposa Teresa Germano, giovane torrese di 16 anni, figlia di Carlo e di Anna Battista; l’anno successivo, nel1897, emigra a San Paolo del Brasile, quando, a cavallo tra i secoli XIX e XX,
l’emigrazione italiana nelle Americhe raggiunge indici altissimi.  Nel nuovo paese svolge la sua maggiore attività di artista e di insegnante, partecipando a mostre collettive, nelle quali viene apprezzato per i suoi ritratti e i suoi paesaggi: tra i dipinti più rappresentativi ricordiamo l’Encarnador e A Boiada.

Rientrato in Italia, riprende a dipingere prediligendo soprattutto temi religiosi. Nel 1903 riceve la commissione per gli affreschi da eseguire nella volta della parrocchia dell’Immacolata Concezione. La chiesa, costruita dai fratelli Strina nel 1618 per ingrandire un’antica cappella consacrata alla Pietà, era stata distrutta dall’eruzione del Vesuvio e riedificata nel 1635; nel tempo l’edificio subisce poi diverse trasformazioni, e l’ultima nel 1842.

Nella volta della navata centrale della nuova chiesa Bisogno, entro cornici in stucco, esegue tre grandi affreschi, tutti firmati e datati (1904). In quello centrale rappresenta l’Immacolata che intercede presso Dio affinché liberi la città dal flagello del colera: in una scena apocalittica, migliaia di abitanti colpiti dal morbo si accalcano dinanzi al sagrato della chiesa dell’Immacolata, implorando l’intervento della Madonna. Nei due riquadri minori il pittore affresca la Nascita della Vergine e la Presentazione di Maria al tempio con sant’Anna e san Gioacchino. Sempre di Vincenzo Bisogno sono le sei Virtù, la Maddalena e un Devoto dipinti nelle lunette cuspidate che sovrastano i finestroni, da cui filtra una luce multicolore.

Nell’ultimo periodo della sua vita, le sue qualità di abile decoratore lo spingono a riprodurre opere che si ispirano alla classicità degli affreschi pompeiani. Diviene così uno specialista disegnatore di amorini, riprodotti in quadretti policromi, adottando soprattutto la tecnica solita del guazzo, meglio conosciuto nella sua forma francese di gouache, che è una varietà di tempera, nella quale alla colla animale è sostituita la gomma.
Muore a Torre Annunziata nel 1933.


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